mercoledì 14 giugno 2017

Viviana Leo: il filo magico che lega alla scrittura


Credete nella magia dell’amore a prima pagina? Succede solo coi libri scritti col cuore di iniziare a leggerli quasi per caso e ritrovarsi, qualche ora dopo, a sentirne già la mancanza, perché li abbiamo divorati tutto d’un fiato. La magia è senza dubbio un ingrediente importante delle storie di Viviana Leo, soprattutto nel suo ultimo libro, “Questo piccolo grande errore”, Newton Compton, perché è proprio da uno stravagante incantesimo che tutto ha inizio. Ma, anche quando non è la magia a dare il via ai suoi romanzi, Viviana Leo riesce a creare la giusta atmosfera per incantare i suoi lettori, legandoli a sé con quello stesso invisibile filo rosso che lega Lucy e Steven, i protagonisti del suo ultimo libro.
Lucy è una ragazza come tante, piena di insicurezze e con qualche rotondità che, però, non le impedisce di andare a divertirsi con le amiche. Ed è proprio dopo una serata in discoteca che hanno inizio una serie di eventi così incredibili, da sembrare solo frutto della fantasia. Lucy, infatti, si sveglia nel letto di Steven Darrin, un famoso attore per il quale ha un debole da sempre e, come se non bastasse, i due solo legati da un sottile filo rosso che solo loro sembrano poter vedere e che non riescono a tagliare in nessun modo. Come è stato possibile? E cosa fare per rimediare? Sembra proprio che neppure il mago al quale Lucy ha fatto visita per gioco la sera precedente possa spezzare l’incantesimo. Chissà che, tra una peripezia e l’altra, non sia l’occasione per Lucy e Steven di scoprire lati inaspettati delle reciproche personalità, fino a capire che l’amore è più imprevedibile della magia stessa.
Lucy non è il solo personaggio del quale vi innamorerete: Alice e Lisa, infatti, protagoniste rispettivamente di “Fammi dimenticare la pioggia” e “Sei solo mio”, entrambi editi da Newton Compton, sono molto diverse tra loro, ma rispecchiano la crescita di un’autrice ormai pronta per affrontare temi sempre più complessi, accanto all’amore e all’amicizia.
Eclettica, romantica e determinata, Viviana Leo ha il pregio di saper mettere su carta storie semplici che riescono a far sorridere, regalando quelle emozioni che si provano solo quando un personaggio nel quale è facile immedesimarsi, realizza un sogno, trova un amore o si rende conto che, anche nelle avversità, un pizzico di dolcezza fa vedere tutto più rosa.



Emozione, passione e un pizzico di magia: tre elementi che, in modi diversi e sempre nuovi, contraddistinguono le tue storie. Da dove nasce la tua esigenza di scrivere? Che autrice sei: segui l’ispirazione a qualunque ora del giorno o hai un metodo ben preciso al quale non sai rinunciare?

La mia esigenza di scrivere nasce da dentro ed è difficile da spiegare, è come un fuoco che mi scorre nelle vene e ha bisogno di essere liberato attraverso la tastiera del pc. Ecco, non riesco a trovare paragone migliore. Io di solito seguo l’ispirazione, ovvero accendo il computer, apro il file Word e spero che le parole vengano. Se non lo fanno, ascolto musica per un po’ e riprovo. Se ancora non succede nulla, spengo il pc e faccio una passeggiata immersa nella natura. Di solito questo metodo mi aiuta molto. Ma no, non ho degli schemi. La scrittura è prima di tutto passione e credo che la passione non possa essere imprigionata in qualcosa di rigido e schematico.

Di sicuro le storie d’amore non passano mai di moda. A cosa è dovuto, secondo te, l’enorme successo del rosa in tutte le sue sfaccettature? Come mai hai deciso di dedicarti a questo genere così fortunato e cosa ti caratterizza?

Credo che la maggior parte di noi abbia bisogno di un pizzico di romanticismo che colori le giornate, soprattutto perché si sente il bisogno di sognare. Non ricordo chi ha detto la frase: “Gli uomini di carta sono migliori di quelli di carne” e, anche se triste, temo sia vero. Nei libri possiamo cercare la perfezione che nella realtà non troviamo o che speriamo di trovare, o desiderare di essere qualcuno che non siamo. In fondo cosa c’è di male? Tanto poi ci pensa la realtà a riportarci con i piedi per terra, ricordandoci che la perfezione non esiste! A me il rosa è sempre piaciuto, sia leggerlo che scriverlo, ecco perché ho deciso di trattare questo genere. Quello che mi caratterizza? Non so, forse il fatto che i miei protagonisti siano persone normali. Nessun miliardario, nessun super uomo o super donna, solo ragazzi con i loro pregi e i loro difetti.  


Lucy, Alice e Lisa: le protagoniste dei tuoi romanzi sono ragazze molto diverse tra loro che, però, hanno in comune la perseveranza nel voler realizzare i loro sogni. Come le definiresti? In generale, come delinei i personaggi delle tue storie e le vicende che li coinvolgono?

Le definirei sicuramente testarde, perché tutte e tre sanno quello che vogliono, sanno come sono e non hanno problemi a cacciare le unghie quando serve.
I miei personaggi di solito nascono nella mia testa da qualche episodio che mi accade nella realtà o dai racconti della gente, la stessa cosa accade per quanto riguarda le vicende che ruotano attorno a loro. Sono una che ama ascoltare e mettere su carta…

Per saper scrivere bene occorre, senza dubbio, leggere tanto. Quali sono i tuoi autori e autrici di riferimento? Se avessi una macchina del tempo quale grande scrittore del passato ti piacerebbe incontrare e perché?

Avendo studiato Lettere sono partita dai classici, per poi arrivare ai contemporanei. Tra questi adoro Gabriel García Márquez, Patricia Cornwell, L. Hamilton, Amabile Giusti, Sara Pratesi, Laura Pellegrini, Fabiana Andreozzi, Alessia Cucé e tantissimi altri. Leggo davvero molto, sarebbe impossibile citarli tutti!
Mi piacerebbe tantissimo incontrare Dante, perché ho adorato la Divina Commedia e amo il fiorentino, quindi sarei felice di parlare con lui di letteratura. Un sogno!


A cosa stai lavorando attualmente? Raccontati quali sono i tuoi programmi per il futuro.


Attualmente sto lavorando a un libro molto più impegnativo rispetto ai miei precedenti, perché tratta la violenza sulle donne, in particolare la violenza domestica. Non so se vedrà mai la luce, ma lo sto scrivendo, poi si vedrà. I miei programmi per il futuro sono uguali a quelli di qualche anno fa: scrivere, scrivere e scrivere, impegnandomi a migliorare ogni giorno di più. Spero di riuscirci, perché la scrittura è la mia vita e ho intenzione di proseguire questa strada.

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